Libri recensiti su COMUNITA' CHERSINA

     Elenco dei volumi inerenti il mondo della diaspora recensiti sul periodico Comunità
     Chersina. - La dicitura: “COM. CH. … ” dopo il titolo indica numero e data di COMUNITA’
    CHERSINA su cui è stata pubblicata la recensione del libro


1. A. Petacco, Esodo, Mondatori, 1999 - COM. CH. n. 38 / aprile 2.000
2. A. Policek, Il volo del Grifone, Ass. F.Patrizio, Trieste 2000 – COM. CH. n. 41 / aprile 2001
3. G. Tomaz. Dalla parte del Leone, ANVGD, Venezia 1998 - COM. CH. n. 41 / aprile 2001
4. N. Rossi, Cherso: antiche tradizioni del mare e dei monti, Centro di cultura       
     adriatica IL TIMONE, Chioggia - COM. CH. n. 41 / aprile 2001
5 . P. Apollonio Tottoli, Vita di P. Placido Cortese, Padova 2001 - COM. CH. n. 41/aprile 2001
6 .G. Scotti, Vele di ventura, Lint, Trieste 1998 – COM. CH. n. 42 / luglio 2001
7. G. Rumici, Fratelli d’Istria, Mursia - COM. CH. n. 42 / luglio 2001
8. F. Conte, Gli Slavi, Einaudi, Torino 1991 - COM. CH. n. 42 / luglio 2001
9. N. Hreglich Mercanti, Ricordando Lussino - COM. CH. n. 42 / luglio 2001
10. T. Pizzetti, Con la bandiera del protettor S. Marco, Campanotto, Pasian di Prato –
       COM. CH. n. 42 / luglio 2001
11. AA.VV., La Comunità Nazionale Italiana nei censimenti iugoslavi 1945/1991,
       ETNIA, Centro Ricerche Storiche di Rovino, 2001 - COM. CH. n. 42 / luglio 2001
12. M. Moise Lucchi, Suor G. Giorgia Colombis, Ass. F. Patrizio, Trieste 2001 –
          COM. CH. n. 43, dicembre 2001
13. N. Milani & C. Mori, Bora – Frassinelli, Como, 1998 - COM. CH. n. 43, dicembre 2001
14. D. Papo, La buona Polvere, T.E.R., Roma 2001 - COM. CH. n. 44 / aprile 2002
15. C. Montani, Summary of history of Venezia Giulia anda Dalmazia Regions, Astra, Firenze
       1990 - Trieste 2001 – COM. CH. n. 44 / aprile 2002
16. C. Pericin, Fiori e piante dell’Istria, Università Popolare di Trieste e Unione Italiana di 
       Fiume - COM. CH. n. 45 / luglio 200
17. P. Flaminio Rocchi (a cura di ), L’Istria dell’esodo - COM. CH. n. 45 / luglio 2002
18. N. Boni Zorovich, La mia odissea col mare - COM. CH. n. 45 / luglio 2002
19. P. Tarticchio, Nascinguerra, Baldini & Castaldi, Milano 2001 – COM. CH. n. 47/aprile 2003
20. L. Tomaz, Mura, torri, porte della Magnifica Comunita` di Cherso. Think ADV, 2002 -                                           Quaderno della Comunita` Chersina n.4, collana storica. 
21. Tonin Zmarich, Cronache lauranesi, Rigoni, pagg.150, € 16,00
22. History in exile – Memorie e identità ai confini con i Balcani, di Pamela Ballinger, pag. 286.


1. A. Petacco, Esodo, Mondatori, 1999
Nonostante il titolo, l’esodo da Pola e dalle altre località dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia costituisce solo una piccola parte del volume. L’autore inquadra infatti l’evento nello scenario politico ed etnico di queste terre che va dalla fine dell’Ottocento, quando esse appartenevano all’impero asburgico, al 1954, che segna la fine del Governo Militare Alleato nella zona contesa da Italia e Jugoslavia, con l’assegnazione della zona A alla prima e della zona B alla seconda.
E’ un’accurata ricostruzione storica, frutto di una lunga ricerca negli archivi nonché nella memorialistica e pubblicistica dell’epoca.  Ricostruzione che passa attraverso la prima guerra mondiale, il nazi-fascismo, la seconda guerra mondiale, la resistenza, l’armistizio e così via, dal punto di vista delle conseguenze che questi eventi provocarono sulle popolazioni, di diversa nazionalità ed etnia, residenti nelle zone interessate.

2. A. Policek, Il volo del Grifone, Associazione Francesco Patrizio, Trieste 2000
Policek è noto alla Comunità Chersina come poeta, come tale egli è autore di diverse raccolte di versi e ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Ma, prima di morire, egli affidò ai suoi amici un romanzo, quasi il diario di un giovane chersino nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale. Nel libro, alle scene idilliache di pesca intorno all’isola, di passeggiate e canti serali in paese, del primo amore fra due giovani, seguono le preoccupazioni per la mancanza di viveri, le notizie delle prime morti di isolani per cause belliche e avanti fino al reclutamento fra i partigiani del giovane protagonista, alla sua partecipazione ad alcune azioni di guerra e al ritorno a casa passando attraverso a paesi e a città distrutte. E’ uno spaccato della vita di Cherso prima, durante la guerra e nell’immediato dopoguerra con tutte le vicende dolorose che l’hanno caratterizzato. Su tutto, come l’ala del destino, incombe il grifone che dall’alto scruta il paesaggio in cerca di prede.

3. G. Tomaz,  Dalla parte del Leone, ANVGD, Venezia 1998
Il volume racconta i fatti del 1797 scegliendo come bussola la parte forse più trascurata dalla storiografia dei possedimenti veneziani. La teoria che anima il libro è infatti quella per cui la maggiore resistenza al crollo della Repubblica, le manifestazioni più toccanti di attaccamento al Leone sono da cercarsi non in terraferma e neppure nella città di Venezia stessa, ma proprio nelle isole e sulle coste istriane  e dalmate, dove era custodito in qualche modo il cuore antico e vitale dello stato veneziano. I dati del resto non mancano. E’ vero, per esempio, che anche nelle pasque veronesi l’episodio più eclatante di resistenza popolare in difesa del leone marciano è dato proprio dai soldati dalmatini, e dalmatino era anche l’ufficiale veneziano che assalì con la sua nave il “Liberateur”, che cercava di forzare l’ingresso al porto veneziano. Insomma schiavoni e dalmatini erano forse i più innamorati di Venezia, i più pronti a difenderla, ed è per questo che Tomaz sostiene che ogni nostalgia della Serenissima è di per se stessa assurda se non ingloba anche isole come Cherso e Veglia o città come Pola, Zara e Spalato.

4. N. Rossi, Cherso: antiche tradizioni del mare e dei monti, Centro di cultura adriatica
      IL TIMONE, Chioggia
      Originale operetta sulle antiche tradizioni del lavoro popolare di marineri, pescadori, squeranti e campagnoi. Si tratta di una interessantissima storia di civiltà che rievoca l’epopea dei bastimenti, della costruzione delle navi in legno, della pesca notturna con le tratte lungo le coste dell’isola di Cherso e, in mare aperto, con le cocce, trascinate sul fondale dai bragozzi delle famiglie originarie di Chioggia, che formavano un quartiere cittadino in zona Rialto e avevano assegnato in esclusiva il molo chiamato Porporela dei Ciozoti… La storia procede col caricamento della legna da ardere, la vendemmia, la raccolta e torchiatura delle olive, la raccolta ed essiccatura del crisantemo.
E’ il racconto di una persona abituata ad usare le mani per lavorare, non per tenere la penna. Nini Rossi, nato a Cherso e residente a Pirano, è infatti un meccanico motorista. Gigi Tomaz ha curato la pubblicazione del suo scritto e l’ha illustrato senza alterarne la spontaneità.
     
5. Apollonio Tottoli, Vita di P. Placido Cortese, Padova 2001
Padre Niccolò Placido Cortese nacque a Cherso, allora sotto l’impero austro-ungarico, nel 1907. Entrò da giovanissimo nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali fra i quali, dopo esser stato ordinato sacerdote, ricoprì diversi incarichi. Nel 1937 venne nominato Direttore del “Messaggero di S. Antonio”, la popolare rivista della Basilica del Santo. Durante la seconda guerra mondiale ebbe l’incarico di assistere gli ebrei, i profughi e i prigionieri slavi (conosceva bene la lingua croata) rinchiusi nel campo di concentramento di Chiesanuova di Padova. La sua attività assistenziale, che dopo il crollo del fascismo si estese ai partigiani, attirò l’attenzione dei tedeschi. Nonostante gli inviti dei superiori alla prudenza, P. Placido continuò la sua opera finché non fu catturato, imprigionato e torturato.
Il libro che presentiamo raccoglie nella prima parte la sua corrispondenza con i familiari, e in particolare con la sorella  Nina e, nella seconda parte, la sua attività a favore dei perseguitati.
La Curia Vescovile di Trieste ha avviato la sua causa di beatificazione come martire di carità.
       
6. G. Scotti, Vele di ventura, Lint, Trieste 1998
Da oltre quarant’anni Giacomo Scotti intervista vecchi “lupi di mare” dell’Alto Adriatico e svolge ricerche sulla marineria del 1800 negli archivi dei Musei del Mare di Fiume, Ragusa e Cattaro. Il risultato di questi studi è stata la pubblicazione, nel 1998, del volumetto che presentiamo, in cui si narrano i viaggi compiuti dalle ultime grandi navi a vela – come la Novara, la Donau, la Tegetthoff, lo Splendido – prima che venissero sostituite da quelle a motore.
La narrazione comincia col viaggio scientifico intorno al globo, negli anni 1859/61, della celebre fregata Novara, nota anche per la battaglia di Lissa e per aver riportato in patria le spoglie dell’Arciduca Massimiliano d’Austria, che aveva ideato il viaggio. E’ un libro che riguarda la vita di Trieste, dell’Istria e della Dalmazia perché le navi che furono protagoniste delle grandi imprese narrate nel libro furono costruite nei cantieri dell’Adriatico e gli uomini che vi erano imbarcati – molti dei quali citati dall’Autore – erano quasi tutti istriani, dalmati e triestini.

7. G. Rumici, Fratelli d’Istria, Mursia
Il destino di quanti rimasero ad abitare in Istria e a Fiume sotto il regime del Maresciallo Tito, dopo l’occupazione delle truppe jugoslave al termine del secondo conflitto mondiale, è una pagina importante di storia cui gli studiosi e gli organi di informazione hanno riservato scarsa attenzione. Pochi sanno, per esempio, che la maggior parte degli abitanti di quelle terre scelse l’esodo e abbandonò le proprie case e i propri averi per trasferirsi oltre confine, pur di sottrarsi alla nuova realtà che veniva percepita come ostile e pericolosa. Chi rimase assistette invece, in breve tempo, allo sconvolgimento totale del tessuto sociale, della vita politica, delle relazioni umane ed economiche. Queste pagine sono dedicate alle vicende che investirono i territori ormai ex italiani del confine orientale e portano alla luce una tematica ingiustamente ignorata al di fuori dell’ambito strettamente locale.

8. Conte, Gli Slavi, Einaudi, Torino 1991
Francio Conte, dopo una lunga serie di studi presso il St. Antony’s College di Oxford e le università di Harvard e di Leningrado, ha diretto l’Istituto di Studi Slavi dell’Università di Bordeaux ed è attualmente professore di civiltà russa e sovietica presso la Sorbona di Parigi.
Nel volume che presentiamo egli fa un’esauriente esposizione della storia del popolo slavo dalle origini ai nostri giorni, ricostruita attraverso la voce di turisti, viaggiatori, economisti, archeologi, diplomatici e letterati di ogni epoca. I temi trattati vanno dalle grandi migrazioni slave del VI e VII secolo, alla lingua, ai costumi e modi di vita in generale e in particolare a quelli delle donne, all’economia, alle strutture sociali, alla religione, alla famiglia ed altro. E’ una lettura impegnativa ma accessibile ai più e che darà a chi l’affronterà la soddisfazione di addentrarsi nel passato pressoché ignoto di questo popolo e di comprendere meglio le vicende presenti e del passato più recente inerenti il mondo slavo.

9. N. Hreglich Mercanti, Ricordando Lussino, Tipografia Rigoni, 2001, volumi 5
Importante pubblicazione di circa 800 fotografie di Lussinpiccolo, corredate da brevi didascalie ordinate per argomenti e suddivise in cinque volumi i cui titoli, qui di seguito elencati, anticipano già i contenuti e sono: 1° volume, La Madonna Annunziata – 2° volume, I velieri – 3° volume, il giro dell’isola e Lussinpiccolo – 4° volume, Barche, regate, pesca e squeri; Avvenimenti, cerimonie civili e religiose; Lavori pubblici e comunicazioni marittime e aere – 5° volume, I Lussignani, vita paesana; Musica teatro e scuola; Ritratti e famiglie lussignane.
La raccolta è stata effettuata da Neera Hreglich Mercanti, che ha anche curato la pubblicazione, a partire dal 1980 con le fotografie di famiglia e di amici e si è poi estesa ai luoghi pubblici, ai musei ed anche ai mercatini.


10. T. Pizzetti, Con la bandiera del protettor S. Marco, Campanotto, Pasian di Prato
L’opera, di poderosa mole in quanto composta da 1.200 pagine divise in tre volumi, è cominciata come una ricerca personale nella Biblioteca Civica di Trieste, è proseguita nei vari archivi adriatici e ioni dell’ex dominio veneto ma soprattutto nell’Archivio di Stato dei Frari di Venezia. Alla fine, l’Autore ha acquisito la consapevolezza di esser venuto in possesso di un’abbondante documentazione inedita sulla marina mercantile veneziana nell’ultimo secolo della sua storia ed ha perciò pensato di pubblicarla, onde consentire anche ad altri di fruirne. Il ruolo della marineria di Lussino non è stato infatti finora indagato neppure dagli storici dell’isola pur essendo essa stata, sotto Venezia, il massimo centro marinaro dell’Adriatico assieme alle Bocche di Cattaro.
Il lavoro è strutturato in capitoli monografici che, vista la mole dell’opera, ne rendono più agevole la lettura e la consultazione; li elenchiamo qui di seguito per dare al lettore un’idea più precisa del contenuto del lavoro: Ultime lotte contro i Turchi, Lo “Stato da Mar” di Venezia, Aspetti della società veneziana, Lussino suddita veneta, La professione marittima, Navi e costruzione navale, Navigazione mercantile, L’armata ossia la marina militare di Venezia, Terrore e rapina sui mari, Traffici e rotte commerciali.
Numerose le riproduzioni di monumenti, lapidi, quadri e, in appendice, di documenti scritti.

11. AA.VV., La Comunità Nazionale Italiana nei censimenti iugoslavi 1945/1991, ETNIA,
     Centro Ricerche Storiche di Rovino, 2001
      Opera monografica che raccoglie tutti i censimenti effettuati nel corso degli anni, integrati da       
       145 tabelle che riportano i dati statistici rilevati nel contesto repubblicano, regionale, locale. E’ il frutto di una ricerca che 9 persone hanno condotto per 7 anni nei vari centri di statistica croati e sloveni. Il risultato è un lavoro storico rispettoso della verità, senza politica di parte, equivoci o falsità. Il volume inizia dalla Comunità Italiana per passare poi ai censimenti jugoslavi sottolineando i mutamenti nella struttura amministrativa e compiendo infine alcune riflessioni sulla società e sull’identità.

12. M. Moise Lucchi, Suor G. Giorgia Colombis, Ass. F. Patrizio, Trieste 2001
Il volumetto descrive la vita e le opere della santa vergine chersina Giacoma Giorgia Colombis, suora benedettina nata e vissuta a Cherso nella seconda metà del Settecento. Il materiale per l’opera è stato tratto dai diari che la veneranda suora stendeva ogni sera per suggerimento del suo confessore, consapevole di aver in cura un’anima eccezionale. Si tratta di ben 1.000 pagine manoscritte nell’arcaica scrittura dell’epoca, spesso intingendo la penna nel sangue che le sgorgava dal corpo. E questo non è che un esempio degli eventi straordinari di cui questa suora fu protagonista, fatti non sempre di facile comprensione e accettazione nel nostro secolo perché vi si parla di aufustigazioni ed altre sofferenze che suor Giacoma si infliggeva per amore di Dio. E’ un documento della storia monastica dell’epoca nel cui contesto la storia va inserita.

13. N. Milani & C. Mori, Bora – Frassinelli, Como, 1998
E’ un libro che tutti gli esuli dovrebbero leggere perché, chiuso nel suo dolore e disagio, raramente, forse mai, il popolo della diaspora si è fermato a riflettere ai sentimenti ed al disagio di coloro che, italiani, nelle nostre terre sono rimasti e hanno visto cambiare il mondo intorno a sé. In questo libro si presentano i due aspetti del passaggio delle nostre terre alla Jugoslavia attraverso le esperienze di due bambine, Anna Maria Mori e Nelida Milani. Entrambe sono nate a Pola ma la prima esula in Italia con i suoi genitori mentre l’altra rimane sul posto. Divenute adulte, le due donne si cercano e avviano una corrispondenza densa di ricordi e di riflessioni sul presente e sul passato.


14. D. Papo, La buona Polvere, ricordi di un istriano,T.E.R., Roma 2001
      Dino Papo è nato a Trieste ma si è trasferito nell’infanzia con la famiglia a Montona, dove il padre era titolare della farmacia del paese. Esule da Parenzo, dove s’era stabilito, e farmacista lui stesso, Dino Papo non è uno scrittore di professione ma, fra l’una e l’altra delle sue molteplici occupazioni ed incarichi, è riuscito a scrivere tante cose. Il volume appena pubblicato è infatti, prevalentemente, la raccolta degli articoli da lui già pubblicati in “4 ciacole soto la iosa”, il giornale della famiglia montonese di cui è stato per lunghi anni Presidente, o in “Segnalazioni” del quotidiano triestino Il Piccolo.
La prima e preponderante parte del volume è di carattere autobiografico, la seconda, più breve, è costituita dalle riflessioni dell’Autore su fatti e situazioni, anche politiche, del passato e del presente a cui egli dà una lettura personale e spesso di parte. Egli è infatti un uomo di parte e non lo nasconde.

15. C. Montani, Summary of history of Venezia Giulia anda Dalmazia Regions, Astra,
       Firenze 1990 - Trieste 2001
       Il volume è stato scritto in italiano e pubblicato nel 1999, a cura della sezione di Firenze dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. L’edizione in lingua inglese delle edizioni Astra di Trieste, tradotta dal prof. Luciano Marampon della University of Victoria del Canada, è stata promossa dall’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste, dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata di Trieste e dall’Unione degli Istriani di Trieste. Il contenuto del libro è dato da una sintetica e corretta panoramica della storia della Venezia Giulia e della Dalamzia che va dalla preistoria ai nostri giorni; è suddiviso in quindici capitoli, ciascuno dei quali è costituito da una parte narrativa e da una sezione cronologica in cui i fatti sono riportati secondo il criterio dell’anno di accadimento. L’opera è molto sintetica e soprattutto mancano delle cartine geografiche antiche e attuali che possano illuminare con sicurezza il lettore sui luoghi citati ma è dotata, in compenso, di una buona bibliografia. Essa è particolarmente indirizzata ai figli e ai nipoti degli esuli e degli emigranti di lingua inglese che desiderino conoscere le loro radici culturali.
      
     16. C. Pericin, Fiori e piante dell’Istria, Università Popolare di Trieste e Unione Italiana di   
      Fiume
Il volume che presentiamo è un’opera monumentale (le pagine sono quasi cinquecento) sia per le dimensioni sia per la quantità di informazioni che l’autore offre al lettore. E’ una sorta di viaggio ideale nella splendida natura istriana, destinato a tutti coloro che desiderino riconoscere tutte le specie di fiori e di piante della regione istriana.  Il libro è corredato da numerosissime e splendide fotografie, che ritraggono sia paesaggi nel loro complesso sia singoli esempi di flora, catalogati  secondo il nome, l’habitat, le proprietà, il periodo di fioritura, la provenienza.

17. P. Flaminio Rocchi (a cura di), L’Istria dell’esodo, manuale legislativo dei profughi istriani – fiumani – dalmati, Difesa Adriatica, Roma 2002, € 15,00 ( gli interessati possono richiedere il volume direttamente a Difesa Adriatica, via Leopoldo Serra, 32 00153 Roma c/c postale n. 32888000).
E’ un volume che tutti i profughi giuliani, fiumane e dalmati dovrebbero leggere e avere nella loro biblioteca. Esso illustra l’infaticabile attività assistenziale compiuta per 55 anni da P. Flaminio Rocchi a favore della nostra gente con la collaborazione delle varie Associazioni di esuli e il sostegno di numerosi uomini politici, vescovi, sacerdoti ed altri, molti dei quali sono stati puntualmente citati in prefazione dallo stesso Autore.
E un libro che, a partire dalla definizione di profugo e di esule, descrive quanto i profughi hanno fatto per se stessi organizzandosi in Associazioni le quali, dagli anni ’40 ad oggi, hanno svolto una straordinaria attività sociale, politica e culturale, riconosciuta dalla L. 28.03.01. Mostra inoltre quanto la madrepatria ha fatto per i suoi figli che hanno perduto la casa e la terra a causa della cessione dell’Istria, di Fiume, della Dalmazia e delle Isole alla Jugoslavia. Si tratta di oltre 100 provvedimenti legislativi che sono stati spesso determinanti per rifarsi una vita e che riguardano: l’assegnazione preferenziale di un alloggio e il suo riscatto, il collocamento preferenziale al lavoro, l’indennizzo per i danni di guerra ed i beni abbandonati, la restituzione dei beni abbandonati, la concessione di contributi e mutui agevolati, la riattivazione di licenze commerciali, la concessione di pensioni di guerra a seguito di infoibamento o uccisione, ed altro.
Non manca di descrivere con oggettivo distacco anche le diverse categorie di “rimasti”, il contro-esodo dei 3.000 comunisti italiani che nel 1946/48 andarono dall’Italia in Jugoslavia, l’orrore di Goli Otok, l’Isola Calva in cui furono torturati migliaia di stalinisti, le Comunità degli Italiani. E parla ancora di altro, perché nel libro ci sono proprio tutti gli argomenti che interessano il mondo della diaspora.


18. N. Boni Zorovich, La mia odissea col mare, Segno, Udine 2002
Nori Boni Zorovich è una piccola signora dai capelli bianchi da cui emana una grande energia e vitalità. E’ nata a Neresine, il primo paese dell’isola di Lussino che si incontra dopo il ponte della Cavanella che unisce l’isola di Cherso a quella di Lussino.
Intorno ai trent’anni - col marito, un figlio ed alcuni amici – fugge dall’isola natia in Italia e, dopo due anni, poiché l’iter burocratico per l’emigrazione negli Stati Uniti d’America sembra non avere mai fine, abbandona il campo profughi in provincia di Rieti che l’ha accolta, per andare in America su una barca di modeste dimensioni con un equipaggio di familiari. Gli uomini di Neresine “sono nati in barca” ma l’Oceano Atlantico non è il Mar Adriatico e Nori ha tanta paura: sia di affrontare la traversata, sia durante il viaggio ma, come in tutte le circostanze della sua movimentata esistenza, la sostiene una grande fede in Dio. Nori non è una scrittrice ma una persona che ha affrontato anche la stesura di un libro con lo stesso coraggio che ha dimostrato nelle altre circostanze della sua esistenza. Il testo presenta qualche difetto ma risulta comunque interessante per il suo contenuto e il suo stile originale e spontaneo.

19. NASCINGUERRA di Piero Tarticchio, Baldini & Castaldi, Varese 2001
È un romanzo dall’intelaiatura strutturale complessa, espressa su cinque piani temporali diversi con mano vigorosa in una bella  e scorrevole prosa. Il filo conduttore è dato dalle vicende del protagonista, un pescatore di Pola soprannominato “Nascinguerra” e, nella prima parte, da quelle di un suo antenato, soldato napoleonico che, tornando dalla terribile campagna di Russia, passa da un paese nei pressi di Pola e vede all’opera una bella e bionda mugnaia, che lo accoglie nella sua casa e nel suo letto. La seconda parte del volume è dedicata alle vicende di un suo discendente e comincia durante gli ultimi giorni della sua vita, trascorsi nei primi mesi del 1947, mentre tutto intorno la gente si prepara a lasciare Pola.
L’esodo, visto attraverso gli occhi distaccati di un narratore, un reporter di guerra inglese al seguito delle truppe alleate di occupazione, è costantemente presente ma non incombente. C’è anche il ritorno degli esuli nelle loro terre, venticinque anni dopo, per commemorare la scomparsa dell’amico Nascinguerra assieme a chi è rimasto sul posto.
Non manca un succinto inquadramento storico-politico ma, in primo piano, ci sta soprattutto  il paese con le sue usanze, il suo dialetto, la figura del parroco, la religione fra il cristiano e il pagano praticata dalla gente del popolo.
E’ un libro che stimola la riflessione per cui va letto con calma e riletto perché ad ogni rilettura si scoprono nuovi significati e si ricevono diverse emozioni.




20.   Luigi Tomaz, Mura torri porte della Magnifica Comunità di Cherso, Think ADV, 2002 -
     Quaderno della Comunità Chersina n. 4, collana storica.14

Il volume è il primo di una serie che l'Autore intende pubblicare su una decina di argomenti importantis- simi della vita civica chersina di un tempo come l'Amrninistrazione della Comunità, l'Urbanistica, l'Economia, l'Annona, la Giustizia e il Notariato, la Difesa, l'Armamento della Galea Chersana. l'intento è quello di dare un contributo alla conoscenza della storia della città di Cherso fornendo anche informazioni inedite, aggiuntive o di rettifica, agli studiosi di storia adriatica e, in alcuni casi, anche di storia generale. Si tratta dei frutto dell'attività di studio e di ricerca sulla natia e amata Cherso alla quale Tomaz dedica ultimamente quasi tutto il suo tempo. Ogni opera è completata da piante e disegni pre- cisi e accuratissimi dello stesso, bravissimo Tomaz. Il libro in esame tratta - secondo la presentazione dei suo stesso autore - la storia delle mura cinque-secentesche di Cherso, edificate a regola d'arte e con fatica con la dura pietra dell'isola da sette generazioni di chersini; altre generazioni di cittadini ne hanno curato per anni la manutenzione con non minor fatica e infine, "esse sono state abbattute e dimenticate assieme all'ingegno, alle energie, alle ansie, ai sacrifici, al sudore che le avevano tenacemente volute".
Poco ciò che ne è rimasto... perciò questa ricostruzione storica dei Tomaz è importantissima.


21.  Tonin Zmarich, Cronache lauranesi, Rigoni, pagg.150, € 16,00

Si tratta di un’ulteriore opera narrativa della Cultura dell’esodo, che rievoca ricordi. Sono ricordi di un tempo vissuto nel piccolo mondo scomparso della cittadina di Laurana, raccolti ed esposti in maniera del tutto originale: cogliendo tutti gli  aspetti ambientali che sono stati catalogati per argomento. Vengono menzionate vecchie usanze, personaggi di paese, macchiette, attività produttive e professionali, osterie e botteghe, ritratti di persone che caratterizzavano l’ambiente. Quel mondo ha cessato di esistere quando l’autore nel settembre del 1944 lascia per sempre Laurana in un’atmosfera di odio che si era sostituita a secoli di felice e operosa convivenza multietnica.
I ricordi della propria vita iniziano con la balia Francesca nella prima infanzia. Riappare nei lettori anziani questa figura che sostituiva la mamma nell’allattamento prima che venisse prodotto il latte artificiale.
Dell’epoca dell’asilo ricorda i giochi con i coetanei che formavano i “gruppi di quartiere!. Anche i giochi che descrive appartengono ad un tempo del tutto scomparso dai ricordi come le zucche vuote allacciate sotto le ascelle per imparare a nuotare. Ricompare il “gioco dei quattro cantoni”. Nelle scuole elementari le amicizie si erano ampliate con i ragazzi di altri quartieri e giocavano a darsi battaglia con fionde e cerbottane. Si rivive l’atmosfera del racconto “I ragazzi di via Pal”. Sono giochi scomparsi come i vecchi maestri che insegnavano principi morali.
Zmarich si sente profondamente un viburno. Perciò indugia a descrivere con amore i pergolati d’uva fragola e malvasia, le terrazze e i balconi ricoperti di vasi di garofani e gerani, la gita a Cherso, isola dove è nata sua madre, la costiera liburnica pregnante di leggende e di storia. Descrive il paesaggio di Laurana all’imbrunire con la chiesetta di San Salvador che preannunciava il faro e l’ampio porto.
Durante la guerra venne mobilitato ma prima di venire avviato al fronte fu firmato l’armistizio. Tornato a casa, nel settembre del 1944 ha dato l’addio per sempre a Laurana mentre tedeschi e X Mas combattevano contro i partigiani sempre più aggressivi, Con quella partenza finisce anche il tempo della giovinezza spensierata e felice.
L’opera è dedicata al fratello Manfredi e agli altri che come lui furono barbaramente infoibati nell’atmosfera di odio che si era scatenata. Forse a stroncare le loro vite in quella maniera orrenda furono compaesani, forse compagni di scuola.
L’autore auspica che il ricordo delle radici del patrimonio culturale della sua terra non venga dimenticato e serva di esmpio alle generazioni future. Noi lettori auspichiamo che la sua opera raggiunga lo scopo. Dai tragici eventi del settembre 1944 è trascorso un lungo periodo di pace e per gli uomini di buona volontà si presenta la prospettiva di un comune cammino nella comunità europea.
Pino Vuxani

22.  History in exile – Memorie e identità ai confini con i Balcani, di Pamela Ballinger, pag. 286.

Segnaliamo questo volume per i nostri lettori di lingua inglese, perché non ne esiste una traduzione in lingua italiana. L’autrice è una giovane docente di antropologia culturale che riporta nel libro i risultati della ricerca da lei condotta per alcuni anni nella Regione Giulia, per la sua tesi di dottorato. Si tratta pertanto di un lavoro scientifico, che affronta le diverse questioni con rigore e dopo aver effettuato per ciascuna di esse delle accurate e profonde indagini. Obiettivo della ricerca era indagare sulle vicende che hanno avuto come conseguenza l’esodo della popolazione italiana autoctona, la sua divisione in esuli e rimasti ma, soprattutto, la divisone della memoria per cui degli stessi tragici avvenimenti vengono date versioni diverse ed a volte opposte. Per quanto riguarda i contenuti, ne daranno un’idea i titoli dei capitoli e dell’introduzione. Titolo di quest’ultima è “L’ombra dei Balcani, cui seguono “Mappa della Marca Giulia”, “La seconda Guerra Mondiale”, “La Questione di Trieste”, “L’esodo sommerso”, “La politica della sommersione: le foibe”. Negli ultimi due capitoli c’è la descrizione di avvenimenti da parte di esuli e di rimasti e una ricostruzione della storia dell’epoca attraverso le testimonianze dei protagonisti.
Il volume è in vendita nella Libreria Internazionale Italo Svevo di Trieste, ovviamente, nell’unica versione disponibile, e cioè in quella inglese.